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Nel mio recente viaggio in Roraima ho avuto modo di conoscere e studiare la famosa Pedra Pintada, un’enorme roccia che si erge imponente nella savana di Boa Vista.
E’ lunga circa 100 metri, larga e alta circa 30 metri. Vista da lontano sembra uno strano elissoide, o un uovo, quase come fosse l’uovo primordiale dal quale si è originata la vita sulla Terra.
La Pedra Pintada è, allo stesso tempo: un’antichissima biblioteca di pietra, un mausoleo, in quanto vi furono trovati vari crani ad altri resti ossei umani e, forse, un tempio, luogo di culto di antichi abitatori amazzonici.
Nella parete principale vi sono moltissime pitture rupestri. Ho subito notato due grandi serpenti dalla doppia testa, disegnati molto in alto, a circa quattro metri d’altezza.
Il serpente, nella gran parte delle culture americane è il simbolo dell’inframondo e la doppia testa sta a significare, secondo la mia interpretazione, l’eterno ritorno, ovvero la vita dopo la morte.
Si deve considerare che la zona della Pedra Pintada fu per molto tempo al centro del famoso lago di Manoa, la cui esistenza reale fu provata da una spedizione scientifica diretta da Roland Stevenson e coaudiuvata dai geologi Federico Cruz, Salomão Cruz e Gert Woeltye. Secondo Stevenson il lago si seccò a partire dal 1300 della nostra era. E’ probabile, che molti pittogrammi furono fatti utilizzando canoe.
Vi sono poi alcune rappresentazioni del Sole ad 8 raggi, oltre a molte linee parallele e punti che a mio parere stanno a significare dei concetti numerici. Osservando attentamente la parete principale si notano dei disegni particolari che alcuni ricercatori hanno interpretato come carri trainati da cavalli. Ma sia il carro che il cavallo (che si estinse in America circa 12.000 anni fa), non esistevano nel Nuovo Mondo nel passato recente precolombiano (mi riferisco al periodo 10.000 a.C-1492 d.C.).
Tutto ciò potrebbe far pensare che gli antichi artisti che rappresentarono tali disegni si riferissero a miti che forse avevano avuto origine in altre zone della Terra.
La Pedra Pintada nasconde però altri segreti.
Nella parte sinistra rispetto alla parete principale vi è una roccia dove vi sono dei pittogrammi rappresentanti serpenti e punti allineati. Per alcuni ricercatori è un menhir, ovvero una grande pietra monolitica la cui funzione potrebbe essere quella di rendere culto al Sole.
Nella parte destra rispetto alla parete principale vi è una grotta e alcune altre cavità che sono state interpretate dall’atlantologo francese Marcel Homet come urne funerarie.
Il professor Homet (1897-1991), che documentò e studiò la Pedra Pintada intorno al 1950, trovò anche alcuni crani e varie ossa umane pitturate di rosso. Nella sua visione atlantidea-celtica-ariana i crani rinvenuti appartennero agli Atlantidei, e mostravano una chiara origine cromagnoide.
Alcune leggende descrivono che al di sotto della Pedra Pintada vi sia una grande caverna connessa alla grotta da uno stretto passaggio. Si pensa che gli antichi abitatori del luogo vi tenessero occulte cerimonie esoteriche con lo scopo di tenere vive tradizioni millenarie.
In effetti colpendo energicamente il suolo con il tallone, si sente un tonfo particolare e un eco, che fa pensare che l’esistenza della caverna sotterranea sia veritiera.
Equipaggiato con corda e lanterna ho tentato d’introdurmi all’interno della caverna ma il passaggio è ostruito e sarebbe necessario il lavoro di molte persone per poter attuare la rimozione di pietre e fango indurito con gli anni.
Nelle vicinanze della Pedra Pintada vi sono molti altri massi alcuni dei quali riportano pittogrammi, a mio parere più recenti di quelli della Pedra Pintada. Uno di questi, molto interessante, ha colpito la mia immaginazione. A mio parere vi sono alcune rappresentazioni di quipu incaici. Gli Incas viaggiavano spesso nella zona del Roraima, percorrendo il grande cammino pre-colombiano chiamato Nhamini-wi, che va da Pasto al Roraima, recentemente scoperto e documentato dal ricercatore cileno Roland Stevenson.
Probabilmente il quipu fu molto interessante per i popoli amazzonici che vivevano presso la Pedra Pintada e che lo rappresentarono nel masso di Pereira insieme ai loro totem, come per esempio il serpente.
A tutt’oggi non si può affermare con certezza se la Pedra Pintada sia stata anche un centro cerimoniale o luogo di culto. Fino ad ora non sono state trovate le evidenze archeologiche necessarie per supportare questa tesi.
Certo è che il luogo dove sorge il monolito è magico, vi si respira un’aria intrisa di leggende e ipotesi fantastiche. Si spera che questo meraviglioso monumento litico sia preservato nel futuro come prova di antiche conoscenze, oggi perdute.
YURI LEVERATTO
Copyright 2010
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Si ringrazia Marco Zagni per le note biografiche di Marcel Homet.
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