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Si pubblica la relazione che è stata presentata al Ministero della Cultura di Cusco il 10 ottobre 2011 (numero di referenza 4548), sulla scoperta della cittadella pre-inca di Miraflores. Per maggiori informazioni potete leggere il comunicato stampa e la relazione dettagliata della spedizione.
Risultato della spedizione fotografica alla zona di Miraflores (Quebrada Honda)
La spedizione fotografica alla zona di Miraflores, che si trova a 27 chilometri in linea retta al est-nord-est rispetto alla città di Quebrada Honda nella Provincia di Calca (dipartimento di Cusco), dentro dell’area formata dal Rio Chunchosmayu al sud-est, il torrente Tunquimayo al nord-est, e il torrente Miraflores al sud-est, è iniziata dalla città del Cusco il 22 settembre dell’anno 2011, con il proposito di raggiungere e fotografare alcune rovine antiche che erano state osservate rapidamente da Gregory Deyermenjian ventidue anni fa, mentre scendeva a valle dalle alture di Toporake.
Passando per Calca e Quebrada Honda, si continuò verso est-nord-est seguendo la strada che oggi si snoda nella cordigliera Lares Lacco che giunge nelle vicinanze del Rio Mapacho-Yavero. Quindi, a piedi e con muli, il gruppo, che includeva Gregory Deyermenjian (Stati Uniti d’America), Javier Zardoya (Spagna), Yuri Leveratto (Italia) e Alberto Huillca (Calca, Perù), continuò verso l’est/nord-est attraversando il Rio Mapacho lungo il Ponte Bolognesi, passando presso il Cerro Naranjayoc. Quindi si scese fino al Rio Chunchusmayu, attraversandolo lungo un ponticello, e quindi si continuò a camminare lungo una mulattiera verso il nord-est, fino ad un’altezza di quasi 2800 metri sul livello del mare. Il 26 settembre 2011, presso un tambo, si è montato il campo base nelle coordinate: latitudine Sud 12º 36’ 16.1’’ longitudine Ovest 72º 03’ 13.9’’. Il campo base è stato stabilito nelle vicinanze dell’area designata “zona di Miraflores”.
In questa zona dalla vegetazione esuberante, dopo una giornata di ricerca, i membri della spedizione incominciarono a trovare alcune rovine d’antiche abitazioni costruite in pietra.
I resti, dei quali alcune strutture di stile “masma”, costituiti da muri di tre lati, sembravano essere di origine pre-inca, per il fatto che nessuna delle abitazioni avesse angoli rettangolari, ma al contrario gli angoli erano smussati. Tra la folta vegetazione sono apparsi molti muri di contenzione, e altre abitazioni, pertanto si è venuto delineando un importante complesso archeologico, dell’estensione di circa due ettari, su vari livelli, sia nel bosco andino che nella valle più in basso. Alcuni muri degli edifici costruiti avevano fino a quattro piccole nicchie o finestre, molto belle esteticamente, che potevano indicare che nel passato il sito archeologico fosse un luogo di grande importanza.
L’edificio più importante denominato “delle quattro finestre o nicchie”, si trova presso la latitudine sud di 12º 36.507´ e la longitudine ovest di 72º 03.715´. Ha una lunghezza di circa sei metri, una larghezza di tre con quattro lati e due porte, ed è rivolto verso ovest. Si trova approssimativamente a 10 metri più in basso rispetto al luogo dove fu stabilito il nostro campamento base.
La maggioranza delle 10 strutture che incontrammo nel sito archeologico avevano una parete tipo muro di contenzione, alcune alte fino a due metri.
A nostro parere questo sito archeologico, in attesa di futuri scavi archeologici condotti da esperti, potrebbe trattarsi di una cittadella agricola.
Abbiamo potuto osservare che il sito fu raggiunto e saccheggiato nel passato e in vari punti si fecero dei buchi sia nella terra che in alcune costruzioni in pietra, probabilmente in un arco temporale di quattro anni fa (osservando la vegetazione circostante).
Uno dei problemi principali che dovemmo affrontare nel corso della spedizione fu la carenza d’acqua. Nelle vicinanze del sito archeologico infatti, non vi sono ne torrentelli, ne fonti d’acqua. Il nostro gruppo dovette dipendere dall’acqua piovana sia per bere che per poter cucinare. Vi informiamo di ciò nell’ottica di future spedizioni archeologiche.
Per noi questo sito archeologico ricopre un importanza fondamentale, in quanto ha relazione con la meta principale delle nostre ricerche: il cammino di pietra, che si snoda nella cordigliera di Paucartambo, passando lungo le rovine della meseta di Toporake, dirigendosi poi al nord-est penetrando così nella meseta di Pantiacolla, nella parte più meridionale e più elevata del Santuario Nazionale del Megantoni. Questo sito di Mirafolres è allineato con Lacco, nella valle del Rio Mapacho e le alture di Toporake con il cammino di pietra, e potrebbe essere stato un importante luogo d’accesso d’altri siti ancora non documentati, situati nelle alture al di là dei vasti altopiani di Toporake e Pantiacolla.
Insieme a questa relazione scritta, consegnamo un CD-ROM con alcune fotografie delle rovine scoperte nel sito di Miraflores.
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarificazioni che le autorità peruviane vogliano fare al riguardo.
Cordialmente,
Gregory Deyermenjian
Presidente dell’Associazione Culturale Esplorazioni Antisuyo (Cusco, Perù), e membro attivo de The Explorers Club de New York (USA)
10 ottobre 2011 Per lasciare un commento su questo articolo clicca qui |