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I pittogrammi della caverna di Pedra Pintada (Pará, Brasile), indizi dell’antica cultura amazzonica
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Ancora oggi l’archeologia ufficiale indica nelle migrazioni attraverso lo stretto di Bering, l’unica via utilizzata dagli antichi Homines Sapientes per popolare il Nuovo Mondo. Di solito si citano due immigrazioni dei paleo-asiatici: una risalente a 40 millenni or sono, e una risalente a 14 millenni or sono, che diede origine alla famosa cultura Clovis (Nuovo Messico, Stati Uniti d’America).
Questa teoria ha, tuttavia, grosse lacune: come si spiega che l’archeologa Niede Guidon ha trovato resti di Homines Sapientes nel Piauí (Brasile), risalenti a 12.000 anni fa? Come si spiega che la stessa studiosa brasiliana ha trovato e documentato resti di focolari risalenti a 60.000 anni or sono? Come si spiegano i ritrovamenti di Monte Verde (Cile), risalenti a 33.000 anni fa?
La realtà è che la teoria di Bering deve essere complementata da altre tesi, come per esempio quella poligenetica, quella “antartica” del portoghese Mendes Correa, quella dell’archeologa brasiliana Maria Beltrao, e soprattutto quella di Niede Guidon.
In base a queste teorie, spesso provate scientificamente, come nel caso di Niede Guidon, fu il Sud America ad essere popolato inizialmente dall’Homo Sapiens, e solo successivamente fu popolato il Nord America.
Sulla base della teoria dell’archeologa Niede Guidon possiamo formulare questa ipotesi: limitati gruppi di Homines Sapientes giunti occasionalmente dall’Africa, furono i primi gruppi umani ad entrare in America, 60.000 anni fa.
Si stima che la loro consistenza numerica non superasse le 1.000 unità. Siccome non avevano rivali per ottenere alimento, la loro evoluzione fu lenta. Questi Homines Sapientes furono coloro i quali fondarono la prima, e la più antica cultura americana, quella del Piauí. Con il passare dei millenni, la loro consistenza numerica iniziò a crescere, ed alcuni di loro iniziarono ad emigrare. La società del Piauí iniziò a stratificarsi, segno che ci si stava dirigendo indubbiamente verso un’evoluzione, verso la civiltà.
Già a partire da 40 millenni or sono altri Sapiens (paleo-asiatici), erano entrati nel continente da Bering, ed altri (paelo-polinesiani), erano giunti presso vari punti delle coste americane, in un periodo compreso tra i 30 e i 15 millenni or sono.
Intorno ai 12 millenni or sono i “Sapiens amazzonici” ovvero gli autoctoni del territorio che conosciamo oggi come Amazzonia, avevano sviluppato un insieme di conoscenze, che possiamo individuare oggi come la “cultura amazzonica primigenia”.
Alcuni di loro erano rimasti nel Piauí, mentre altri, intorno al 10.000 a.C., erano emigrati verso il Rio delle Amazzoni, e si erano stabiliti presso il luogo che oggi viene chiamato “caverna della Pedra Pintada” (da non confondersi con la colossale Pedra Pintada, situata in Roraima).
La caverna della Pedra Pintada, situata presso la cittadina di Monte Alegre (Stato del Pará), fu studiata in modo approfondito dall’archeologa Anna Roosvelt, nel 1991 e 1992.
La studiosa, individuò 20 strati di terra che furono datati con 56 prove del radiocarbonio e 13 prove di termoluminescenza. Lo strato più antico, dove furono trovati strumenti in pietra e quarzo fu datato 9300 a.C. Quindi furono studiati altri strati più recenti, come quelli corrispondenti alle culture Paiyuna (5500 a.C.), Aroxí (1000 a.C.) e Paricó (1400 d.C.).
Nel 2009, durante un lungo viaggio in Brasile, ho avuto modo di fermarmi qualche giorno presso la cittadina di Monte Alegre e studiare a fondo la caverna della Pedra Pintada.
E’ probabile che gli autori dei pittogrammi della caverna della Pedra Pintada, furono discendenti dei Sapiens del Piauí, in ogni caso l’evento fondamentale che accade intorno a 12 millenni or sono (10.000 a.C.), fu l’arrivo dei paleo-asiatici e paleo-polinesiani nel Sud America (e quindi anche in Amazzonia), e la concomitanza con un’evento catastrofico, di proporzioni inaudite.
Nel 10.000 a.C. infatti, accadde uno stravolgimento climatico di portata globale, che causò non solo lo scioglimento repentino dei ghiacciai di tutto il pianeta (il che corrisponde alla fine della glaciazione di Wisconsin-Wurm), ma anche l’estinzione massiccia di innumerevoli specie di animali, la cosiddetta megafauna (megaterium, tigre dai denti a sciabola, macrauchenia, ecc).
A mio parere quest’evento di portata mondiale corrisponde al cosiddetto “diluvio universale”, che viene citato nei libri delle principali religioni di tutti i popoli della Terra.
Nella caverna della Pedra Pintada comunque, ho avuto modo di apprezzare una moltitudine di pittogrammi, alcuni zoomorfi ed altri antropomorfi, oltre a varie rappresentazioni del Sole.
Nei millenni successivi gli antichi amazzonici colonizzarono immensi territori e intorno al 6000 a.C., iniziarono a coltivare il mais e la manioca, oltre a produrre contenitori di ceramica, sia per motivi utilitaristici che rituali. I segni della loro presenza sono moltissimi: la cosiddetta “terra preta” (terra nera, in portoghese) è un tipo di suolo nel quale si trovano resti di cibo (scaglie di pesci), e resti di legna carbonizzata e ceramica.
Altre prove dell’antica presenza umana presso il Rio delle Amazzoni sono i cosiddetti sambaquis, monticoli di conchiglie, pietre lavorate e gusci di tartarughe. Presso Tapeirinha (Pará), si trovarono resti di sambaquis antichi di 7000 anni or sono.
Nel corso del millenni si svilupparono altre culture importanti in Amazzonia. Una di esse fu la Guarita, che però era arretrata da un punto di vista sociale in quanto non era differenziata (non vi erano classi dominanti). Quindi vi furono la cultura Tapajoara e Marajoara (isola di Marajó).
Contestualmente all’evolversi di queste culture autoctone non dobbiamo scordarci che il Sud America fu conosciuto dal mondo medio-orientale e dal mondo europeo-megalitico a partire dal 9000 a.C. sia in seguito a viaggi occasionali (vedi i miei articoli sul Petroglifo di Ingá, sul Cromlech di Calcoene e sulla città perduta di Ingrejil), sia in seguito a spedizioni organizzate (i Sumeri nel Nuovo Mondo, vedi miei articoli sulla Fuente Magna e sul Monolito di Pokotia). Questi limitati gruppi d’uomini caucasoidi contribuirono pertanto a modificare il patrimonio genetico dei popoli amazzonici e andini, nel corso dei secoli.
Il crogiuolo di popoli che andava lentamente formandosi, diede inizio alla grande regno amazzonico del Paititi, e alle grandi culture megalitiche andine (Sacsayhuamán, Tiahuanaco e Marcahuasi, tutte pre-incaiche).
Solo lo studio approfondito dei vari siti archeologici amazzonici, come la caverna della Pedra Pintada del Pará, la Pedra Pintada del Roraima, i pittogrammi del Piauí, il petroglifo di Ingá, il Cromlech di Calcoene, la caverna del Roncador, i petroglifi di Pusharo, di Jinkiori e di Quiaca, e le linee geometriche nel suolo presso la frontiera Brasile-Bolivia, potranno avvicinarci sempre più alla verità dell’affascinante preistoria del Sud America.

YURI LEVERATTO
Copyright 2011

E’ possibile riprodurre quest’articolo indicando il nome dell’autore e linkando la fonte www.yurileveratto.com/it 

Per aproffondire leggi: Preistoria dell’Amazzonia

Referenze:
Roosevelt, Anna C. et al. (1996) "Paleo-Indian Cave Dwellers in Amazon: The Peopling of the Americas". Science 272

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