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Il cimitero indigeno di Colo Colo, eredità della cultura Lupaca (+ Video)
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In Perú vi sono ancora oggi centinaia di stupendi siti archeologici poco conosciuti e poco valorizzati, indizi d’antiche culture che si sono estinte nel corso del secoli.
Dopo la caduta della grande civiltà detta Tiahuanaco classica, nell’altopiano andino si svilupparono vari regni indipendenti, spesso in guerra tra di loro. Uno di questi piccoli reami fu quello situato nella fortezza di Trinchera, sito archeologico da me documentato, con il prezioso aiuto dell’archeologo Ricardo Conde Villavicencio, nel mio ultimo viaggio in Perú.
Un altro di quei regni, successivi alla cultura Tiahuanaco fu quello dei Lupaca, che ebbero il loro centro principale in Chucuito, vicino al lago Titicaca.
I Lupaca riuscirono a sviluppare “tecniche agricole”, situate a differenti alture (dal livello del mare fino a oltre 4500 metri di altezza).
In queste “isole ecologiche” i Lupaca non esercitavano uno stretto controllo militare, ma piuttosto lasciavano ai coloni, detti mitmaqkuna (o mitimaes), la facoltà di amministrarsi, in modo da non creare inutili frizioni.
In seguito alla produzione in differenti altezze, i Lupaca riuscivano per mezzo del baratto ad ottenere ogni tipo di prodotto: coca, quinua, maca, mais, guano, legno, cotone.
Con il sistema delle cosiddette “enclavi”, i Lupaca riuscirono a controllare un territorio immenso, che comprende le attuali regioni di Puno, Cusco e Arequipa.
Uno dei monumenti più noti della cultura Lupaca è la caratteristica Chullpa (ciulpa, in spagnolo), ovvero una costruzione in pietra, di solito rettangolare o circolare, utilizzata come urna funeraria, dove venivano riposte le ossa dei defunti, di solito dopo la riesumazione del cadavere.
La prima volta che ho visto queste tipiche urne funerarie fu nella strada che va da Cusco a Paucartambo, nel mio primo viaggio nel Madre de Dios, nel 2008.
Quest’anno invece, proprio nel viaggio che insieme a Ricardo Conde Villavicencio ho intrapreso per giungere alla fortezza di Trinchera, ho potuto apprezzare il grandioso sito archeologico chiamato Colo Colo, nella valle del fiume Patambuco.
Per giungere nella valle del Rio Patambuco abbiamo viaggiato su un fuoristrada, partendo dalla città di Juliaca. Il percorso, di circa 7 ore è stato molto accidentato e difficile.
Una volta giunti nell’altopiano di Ananea, dove è situata La Rinconada, il paese più alto del mondo, ci siamo persi varie volte, proprio perché nella zona ci sono decine di deviazioni, utilizzate dai minatori della zona per giungere alle cave.
Una volta giunti al bivio per la valle di Patambuco abbiamo iniziato a scendere e dai 4000 metri dell’altopiano siamo giunti, in circa due ore di strada ai 2800 metri sul livello del mare di Colo Colo.  

 

Colo Colo è situato non lontano dal corso del rio Patambuco, un’affluente del Rio Inambari. E’ un insieme di un centinaio d’urne funerarie in pietra, oltre alle rovine di un villaggio, situato poco più a valle.
Dagli indizi di come furono costruite le urne, si evince che la zona era abitata da coloni mitimaes della cultura Lupaca.
Secondo l’archeologo Ricardo Conde Villavicencio il sito di Colo Colo non ha nulla a che vedere con la fortezza di Trinchera (situata 1200 metri più in alto, nel cocuzzolo della montagna), ma siccome a tutt’oggi le ossa situate nelle urne di Colo Colo, tanto come altri resti organici situati a Trinchera, non sono stati studiati debitamente né sottoposti alla prova del carbonio 14, non è possibile affermare con certezza se le due culture furono contemporanee.
Se Trinchera, come tutti gli indizi fanno pensare, fu un regno guerriero indipendente che si formò in seguito alla caduta della civiltà Tiwanaku classica, è possibile ipotizzare che tra i suoi abitanti e i nativi di Colo Colo ci furono frequenti battaglie.
Forse i Trinchera facevano delle incursioni a Colo Colo per appropriarsi di donne, cibo e animali, per poi arroccarsi nuovamente nella loro fortezza tra le nubi.
Purtroppo le urne funerarie di Colo Colo sono in uno stato di completo abbandono, e il corso del tempo insieme alle intemperie stanno poco a poco rovinando questo fantastico luogo archeologico.
E’ auspicabile che gli abitanti di Patambuco, prendano coscienza delle meraviglie archeologiche che si trovano nel loro territorio (Colo Colo e Trinchera), e procedano a recuperare totalmente i due luoghi storici.
Il governo di Puno e del Perú dovrebbe a mio avviso, migliorare l’accesso stradale a Patambuco, asfaltando la strada, ottenendo così due risultati importanti: l’inizio di un limitato flusso di turisti, che apporterebbero un miglioramento economico alla vallata, e la presa di coscienza degli abitanti di Patambuco che valorizzerebbero così il loro glorioso passato.

YURI LEVERATTO
Copyright 2010

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Foto: Copyright Yuri Leveratto
 

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